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Private equity e mergers & acquisitions in Italia: perché il vero vantaggio competitivo è il temporary manager

Negli ultimi vent’anni il private equity e le operazioni di mergers & acquisitions (M&A) in Italia hanno vissuto una trasformazione profonda. Questo, non solo nei volumi, ma nel modo stesso in cui le aziende vengono acquisite e valorizzate.

Nel 2024 sono state registrate 1.365 operazioni di M&A, in aumento del 13% rispetto alle 1.210 registrate nel 2023 (per approfondire clicca qui). Milano si conferma il cuore pulsante del settore: qui si concentrano SGR, holding e advisor, attirando anche operatori internazionali.

Nel nord Italia si concentrano la maggior parte delle acquisizioni di PMI italiane, spesso legate a passaggi generazionali o a processi di aggregazione industriale. In questi contesti il temporary management diventa un fattore determinante. Non accompagna solo la transizione, ma rappresenta una vera leva strategica capace di generare valore anche negli anni successivi al closing. Il beneficio? Rendere il processo di acquisizione più duraturo, efficace ed efficiente.

In questo articolo, Matteo Gialdini, Business Partner di Percinque, grazie alla sua esperienza manageriale ventennale e la sua attività nei fondi di investimento, offre una prospettiva qualificata su private equity, trasformazione aziendale e temporary management.

Private equity, operazioni di M&A e temporary management

 

Private equity e mergers & acquisitions (M&A): oltre la leva finanziaria

Il private equity italiano nasce negli anni ’90, quando i primi fondi iniziano a sperimentare leverage buy‑out e a sostenere i passaggi generazionali delle imprese. Un contesto in cui diventa evidente come il capitale possa trasformarsi in una vera leva di sviluppo reale: non è più solo uno strumento finanziario.

Oggi il settore ha compiuto un salto significativo. Secondo AIFI, nel 2024 la raccolta ha raggiunto 6,7 miliardi di euro, in aumento del 77% rispetto al 2023, con 42 operatori attivi nel fundraising. La crescita è anche qualitativa: si registra una quota crescente di capitali. Questa viene destinata a buy-out, operazioni di expansion e progetti di consolidamento settoriale, con il coinvolgimento di investitori istituzionali e fondi internazionali.

Il ruolo strategico del temporary manager nelle operazioni di private equity e M&A

Il temporary management non è una soluzione “occasionale”. È uno strumento strutturale lungo l’intero ciclo di vita dell’investimento.
Possiamo identificare tre fasi chiave in cui l’intervento del temporary manager può diventare determinante.

Prima – Fase di Assessment: ridurre il rischio prima dell’acquisizione

Nelle operazioni straordinarie di M&A, la fase preliminare è spesso dominata da analisi finanziarie e legali. Tuttavia, la vera incognita è quasi sempre commerciale/industriale.

Molti fondi, soprattutto quelli di dimensioni medio-piccole o focalizzati su progetti specifici tramite holding finanziarie, non dispongono internamente di competenze verticali di settore. In questa fase, il temporary manager può rappresentare una leva fondamentale.

Nel 2024 i fondi di private equity hanno partecipato a 606 operazioni. Si tratta del 44% delle transazioni annunciate, in crescita rispetto al 2023 (per approfondire clicca qui). Questo dato conferma il ruolo chiave dei fondi nello sviluppo delle aziende italiane. La loro centralità nel sistema industriale è quindi sempre più evidente. Di conseguenza, la valutazione industriale pre‑acquisizione diventa ancora più strategica.

Cosa può fare il temporary manager nella fase di assessment?

Private equity, operazioni di M&A e temporary management

Durante – Fase di Execution: creare valore in tempi brevi

Una volta conclusa l’operazione di mergers & acquisitions, inizia la vera sfida: la creazione di valore. L’orizzonte temporale tipico di un fondo di private equity è di 3-5 anni.

L’aspetto fondamentale è che i fondi non devono limitarsi ad acquisire aziende. Devono saperle integrare, strutturare e portare a risultato in tempi brevi. Per questo, nelle operazioni di mergers & acquisitions, un temporary manager con esperienza verticale diventa strategico: non c’è tempo per curve di apprendimento, c’è bisogno di risultati in tempi rapidi.

Cosa può fare il temporary manager nella fase di execution?

Private equity, operazioni di M&A e temporary management

L’inserimento di un manager permanente potrebbe comportare lunghi tempi di adattamento e apprendimento e un rischio di mismatch culturale. Al contrario, il temporary manager, entra con un mandato chiaro, obiettivi definiti e un perimetro temporale e circoscritto.

Nelle operazioni di build‑up il temporary manager diventa il regista dell’integrazione tra diverse aziende. Armonizzazione dei processi, centralizzazione delle funzioni condivise e ottimizzazione del capitale circolante diventano leve decisive per creare una piattaforma unica, coerente e scalabile. L’obiettivo è quello di essere in grado di sostenere la crescita e massimizzare il valore dell’investimento.

Dopo – Fase di consolidamento ed exit: il ponte tra fondi

C’è un aspetto che viene raramente evidenziato nelle operazioni di private equity e mergers & acquisitions: spesso i fondi vendono ad altri fondi.

Cosa può fare il temporary manager nella fase di consolidamento ed exit?Private equity, operazioni di M&A e temporary management

Il temporary manager diventa, di fatto, il ponte tra fondo venditore e fondo acquirente, chiudendo il ciclo iniziato nella fase di assessment.

Private equity, M&A e temporary management: una nuova prospettiva

Nel panorama italiano del private equity e delle operazioni di M&A, la leva finanziaria non basta più. La complessità delle acquisizioni, la velocità richiesta dai fondi e la necessità di integrare rapidamente realtà diverse rendono indispensabile una figura capace di trasformare strategia in esecuzione. È qui che il temporary manager assume un ruolo centrale.

La sua integrazione nei processi dei fondi non rappresenta un supporto accessorio, ma un elemento strutturale dell’intero ciclo di investimento.

Per i fondi, integrare un temporary manager significa dotarsi di una competenza immediatamente attivabile, indipendente e orientata ai risultati. Per le aziende acquisite, significa avere una guida capace di trasformare un’operazione finanziaria in un percorso di crescita reale.

 

Per approfondire in modo pratico i temi del private equity e delle operazioni di M&A, nella sezione Focus del sito Percinque trovi due articoli dedicati: “Fondi di private equity: una chiave per la crescita aziendale” e “M&A: Come affrontare con successo le operazioni di M&A con l’aiuto dei temporary manager”.

 

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